Tutto quello che c’è da sapere sugli attacchi DDoS: cosa sono, chi è a rischio e come difendersi nel 2025

Nel panorama della sicurezza informatica attuale, gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) rappresentano una minaccia concreta e in continua evoluzione. Sempre più aziende si trovano ad affrontare questo tipo di cyberattacchi che possono bloccare completamente l’accesso a siti web, applicazioni e servizi online. In questa guida completa, vedremo cos’è un attacco DDoS, chi sono […]

Nel panorama della sicurezza informatica attuale, gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service) rappresentano una minaccia concreta e in continua evoluzione. Sempre più aziende si trovano ad affrontare questo tipo di cyberattacchi che possono bloccare completamente l’accesso a siti web, applicazioni e servizi online. In questa guida completa, vedremo cos’è un attacco DDoS, chi sono i bersagli principali, quali sono le modalità più comuni e come è possibile difendere la propria infrastruttura.

Cosa sono gli attacchi DDoS?

Un attacco DDoS mira a rendere inutilizzabile un servizio online, sovraccaricandolo con un volume eccessivo di richieste provenienti da più fonti distribuite. I server e le infrastrutture digitali colpite non riescono a gestire il carico, andando in blocco o rallentando drasticamente le performance. In alcuni casi, l’attacco non colpisce l’intero sito web ma solo funzioni specifiche (come il carrello acquisti o le API), rendendo l’attacco più subdolo e difficile da individuare.

La situazione in Italia nel 2024-2025

Secondo il report Clusit 2024, gli attacchi DDoS in Italia sono cresciuti del 25% rispetto all’anno precedente, con un picco tra settembre e dicembre. I settori più colpiti sono stati:

  • Finanza e assicurazioni
  • Pubblica amministrazione
  • Telecomunicazioni
  • E-commerce
  • Sanità digitale

Un altro dato rilevante proviene da Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che nel suo bollettino di inizio 2025 ha segnalato un aumento degli attacchi mirati a infrastrutture critiche italiane, con tecniche DDoS utilizzate anche come copertura per intrusioni più sofisticate.

Perché si verificano gli attacchi DDoS?

Le motivazioni possono variare, ma tra le più comuni troviamo:

  • Estorsione: richiesta di denaro in cambio dell’interruzione dell’attacco.
  • Concorrenza sleale: azioni mirate da competitor.
  • Attivismo o geopolitica: gruppi di hacktivisti colpiscono enti pubblici o aziende per motivazioni ideologiche.
  • Testing e addestramento: alcuni hacker utilizzano attacchi DDoS come esercizio o test per attacchi futuri.
  • Diversione: un attacco DDoS può essere usato per distrarre la sicurezza da altre minacce, come il furto di dati.

Tipologie di attacchi DDoS

Gli attacchi si classificano in tre grandi gruppi, ciascuno con caratteristiche e difficoltà specifiche:

  1. Attacchi volumetrici
    Questi puntano a saturare la larghezza di banda della vittima, spesso con tecniche come DNS Flood e DNS Amplification. Le richieste sono generate da reti di dispositivi infetti (botnet) e spesso difficili da fermare senza l’intervento di tecnologie di mitigazione specifiche.
  2. Attacchi a livello di protocollo
    Esempi sono SYN Flood e UDP Flood. Puntano a esaurire le risorse dei server sfruttando le debolezze nei protocolli TCP/UDP, generando connessioni parziali o richieste malformate.
  3. Attacchi a livello applicativo (Layer 7)
    Questi attacchi sono difficili da rilevare perché simulano traffico normale, ma generano centinaia o migliaia di richieste a pagine dinamiche o API. Un esempio classico è l’HTTP(S) Flood, oppure attacchi TLS Renegotiation.

Come difendersi da un attacco DDoS?

Per costruire una protezione efficace contro i DDoS, è fondamentale un approccio proattivo, suddiviso in più livelli:

1. Analisi dell’infrastruttura IT

Mappare correttamente i sistemi esposti su internet permette di identificare vulnerabilità e proteggere i punti deboli. Ogni servizio non necessario dovrebbe essere disabilitato o isolato dietro un firewall.

2. Filtraggio del traffico

L’uso di sistemi avanzati per il filtraggio del traffico (firewall, IDS/IPS) è essenziale. I metodi più efficaci includono:

  • Blacklist e whitelist di IP
  • Rate limiting (limitazione delle richieste per IP)
  • Rilevamento di pattern anomali

3. Bilanciamento del carico

Distribuire il traffico tra più server o data center previene il sovraccarico di singoli nodi. È una strategia utile soprattutto per le aziende con utenti distribuiti geograficamente.

4. Protezione applicativa (WAF)

Un Web Application Firewall può bloccare automaticamente le richieste maliziose HTTP/HTTPS prima che raggiungano i server. È indispensabile per difendersi dagli attacchi Layer 7.

5. Content Delivery Network (CDN)

I CDN non solo accelerano la distribuzione dei contenuti, ma aiutano anche a mitigare gli attacchi distribuendo il traffico su più nodi e offuscando l’IP del server originale.

Il ruolo dei provider cloud

Nel 2025, i fornitori di servizi cloud devono garantire protezioni DDoS integrate, non solo opzionali. Le funzionalità avanzate che ci si aspetta includono:

  • Filtraggio del traffico su backbone di rete
  • Monitoraggio in tempo reale con intelligenza artificiale
  • Architetture ridondanti e ad alta disponibilità
  • Integrazione con protocolli di sicurezza come TLS 1.3
  • Sistemi di protezione distribuiti (DPS)

Tootech Lab: difesa DDoS su misura per le aziende italiane

Tootech Lab offre soluzioni avanzate di protezione DDoS pensate per le imprese e le pubbliche amministrazioni italiane, in conformità con gli standard europei e le direttive AGID.

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  • Sistemi di monitoraggio 24/7 con alert automatici in caso di traffico anomalo.
  • Integrazione con le principali CDN e servizi cloud europei, per una protezione distribuita e performante.
  • Servizi di consulenza e formazione per il tuo team IT, per aumentare la resilienza complessiva contro le minacce.

Con Tootech Lab, puoi affrontare la sfida DDoS con una protezione moderna, flessibile e adattata al contesto italiano. I tuoi servizi digitali rimangono operativi, performanti e protetti, anche sotto attacco.

In conclusione

Gli attacchi DDoS sono tra le minacce più diffuse e insidiose per le aziende nel 2025. Difendersi richiede una strategia multilivello e una comprensione profonda della propria infrastruttura IT. Affidarsi a partner esperti come Tootech Lab significa poter contare su tecnologie all’avanguardia, assistenza continua e un approccio personalizzato alla sicurezza.

Se vuoi proteggere il tuo business digitale e garantire la continuità dei tuoi servizi, contattaci oggi per una consulenza gratuita. Saremo al tuo fianco, prima, durante e dopo ogni possibile attacco.

Fonti

Ecco le fonti di dati utilizzate o consigliate per le statistiche e le informazioni incluse nell’articolo:

Ecco le fonti dati aggiornate utilizzate o raccomandate per le statistiche e le informazioni incluse nell’articolo adattato:

  1. Clusit – Rapporto sulla sicurezza ICT in Italia 2024
    • Organizzazione: Clusit (Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica)
    • Dati: Crescita del 25% degli attacchi DDoS in Italia, settori colpiti, evoluzione delle minacce.
    • Fonte ufficiale: https://clusit.it/rapporto-clusit
  2. Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) – Bollettino di cybersicurezza
    • Dati su minacce emergenti in Italia, attacchi alle infrastrutture critiche, avvisi su gruppi hacker attivi.
    • Fonte ufficiale: https://www.acn.gov.it
  3. CERT-AgID – Computer Emergency Response Team della Pubblica Amministrazione
    • Report settimanali e mensili sugli attacchi informatici rilevati nei sistemi pubblici italiani.
    • Fonte: https://cert-agid.gov.it
  1. Cloudflare DDoS Threat Report 2024
  2. Kaspersky DDoS Intelligence Report 2024
  3. StormWall Annual DDoS Report 2023–2024
    • Analisi della frequenza degli attacchi per settore, compresi e-commerce, finanza e governo.
    • Fonte: https://stormwall.network
  4. ENISA Threat Landscape 2024
    • L’Agenzia dell’Unione Europea per la cybersicurezza pubblica una panoramica dettagliata delle minacce, inclusi DDoS.
    • Fonte: https://www.enisa.europa.eu

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